mercoledì 7 novembre 2018

Brabantia e un nuovo punto di vista

Ci sono dei momenti della giornata in cui uso il verbo dovere più e più volte.
Mi sveglio tutte le mattine alle 6,30 e come metto il piede giù dal letto i miei primi pensieri vanno immediatamente all'organizzazione giornaliera.
Spesso e volentieri, prima ancora di iniziare la colazione e dare il buongiorno a Ragù, ho già fatto partire una lavatrice.

Devo fare una lavatrice, devo stendere, devo lavare i bagni, devo cambiare le lenzuola, devo fare la spesa, devo pensare alla cena...devo-devo-devo!!!!!
In verità sento di non poterne fare a meno, perché comunque io non riesco a vivere nel disordine...il problema è che forse troppo spesso tolgo tempo ai miei piaceri pur di avere il pavimento pulito ogni giorno!

Quando mi è arrivato il pacco di Brabantia per un attimo ho pensato a quelle pubblicità degli elettrodomestici degli anni '60, in cui la moglie premurosa e/o la mamma apprensiva e/o la donna con la gonna sorride a più non posso mentre passa l'aspirapolvere e il marito in carriera legge il giornale fumando la pipa seduto comodamente sulla poltrona del salotto.
Ecco, io per un secondo mi sono vista felice con l'appendiabiti Linn di design (che è davvero-davvero bello), ma porca paletta la gioia è durata poco perché non ho potuto fare a meno di ripercorrere mentalmente la mia lista di doveri casalinghi, che sento come un obbligo e non mi emozionano per niente!

Stare con le bambine è un dovere che mi emoziona, il mio lavoro mi emoziona, fare un viaggio mi da adrenalina, guardare un gran bel film mi fa stare sulle spine, iniziare a tessere un nuovo arazzo mi fa volare con la mente!!! Lavare, stirare, cucinare decisamente meno...

Ammetto di aver montato l'appendiabiti-organizer Linn di Brabantia con un pò di orgoglio perché quando le aziende mi contattano per una sponsorizzazione sono sempre felice, vuol dire che il tempo e gli sforzi che faccio per Bubbles Before Bed non sono vani, ma contemporaneamente ho temuto di sentirmi come quella signora bionda degli anni '60.


Così, ho guardato il mio stendino nero di design moderno ed elegante, ho appeso le grucce (geniali-sono quelle che ti permettono di infilare la t-shirt dalla scollatura), ho preso in mano il cesto in tessuto pieghevole e...
DLIN! Mi è venuta subito un'idea!!!

Come ogni creativa che si rispetti, lo studio solitamente è spesso in disordine.
Il mio è un vero caos.
Quando inizio a tessere parto con un colore, ma nelle ore successive ho sparso gomitoli colorati pressoché ovunque, soprattutto sul pavimento o su qualsiasi cm di spazio libero.
Così ho pensato che questo meraviglioso organizer-appendiabiti Linn di Brabantia non solo fosse bello da vedere, ma potesse tornarmi anche utile per appendere i miei arazzi.






Non potete capire la gioia di vederli appesi e non più ammassati sullo schienale di una sedia, di avere la lana o gli attrezzi per tessere in un gran bel cesto leggero e pieghevole; ho dato un ordine usando anche delle piccole scatole colorate dove raccolgo gli avanzi di lana e ho messo in vista dei libri che adoro, quando invece prima erano sommersi dalla lana.
Adesso è tutto visivamente armonico.



I ripiani dello stendino si possono regolare in altezza, le barre sono in bambù, potete acquistarlo in due misure e due colori: bianco e nero.
La linea essenziale del disegno permette all'appendiabiti Linn di abbinarsi ad ogni ambiente, tanto che se dovessi averne bisogno, e vista la facilità con cui si può spostare lo potrei utilizzare anche per appendere le giacche in entrata o asciugare gli abiti freschi di bucato!




...e voi come ve la cavate con la lista dei doveri?
Avete mai pensato di stilare una lista di cose che invece NON DOVETE FARE?!?
Io per esempio ho iniziato a vedere le cose da altri punti di vista (ecco da dove arriva la mia domanda!),  quando a scuola le mie bimbe devono colorare dentro ai confini e non sempre lo fanno, bhè sorrido sotto i baffi e penso che forse iniziare a vedere il mondo da altre prospettive può essere più utile o creativo! Anche se così piccine!

mi piacerebbe leggere le vostre risposte...potrei imparare qualcosa di nuovo!
Lucia


giovedì 4 ottobre 2018

Chiedere aiuto non è sinonimo di debolezza

C'è un retaggio culturale a mio avviso che deve essere superato.
Ho scoperto da poco che la mia psicoterapeuta si nasconde da anni tra i miei follower, e per paura di mettermi a disagio ha scelto professionalmente di non interagire mai sui miei canali social, temendo di mettermi in difficoltà con chiunque potesse collegare il suo lavoro alla mia persona.

Personalmente c'è stato un momento nella mia vita in cui ho temuto di perdere la testa, di perdere il controllo mio e delle mie bambine. (Se non ricordi leggi qui)

Mi sentivo fragile, tutte le mie certezze stavano crollando e non capivo dove stessi finendo, o meglio, percepivo che la direzione fosse quella sbagliata e potesse addirittura peggiorare, così pressoché nell'immediato, ho raccolto le poche forze che avevo e come uno straccetto ho suonato un campanello.

Ho chiesto aiuto alla mia psicologa quasi 3 anni fa, con lei, che considero il mio angelo custode, mi sono sempre sentita al sicuro sin dal primo momento.
E' stato amore a prima vista, e il fatto di sentirmi sempre a mio agio, mi ha permesso di tornare a trovarla costantemente con desiderio.

Detto questo, sapete cosa penso?
Penso fortemente che non me ne vergogno.
Iniziare un percorso psicologico non deve essere considerato un difetto, ma realizzare di essere in difficoltà e chiedere aiuto è segno di maturità.

A tutte le persone che giudicano negativamente questa scelta, che sostengono che "dallo psicologo ci vanno solo i matti", a tutti coloro che si vantano di non averne mai avuto bisogno, consiglio vivamente di fermarsi un secondo e farsi delle domande.
Realmente, sono seria.
Se, per queste persone, fidarsi della psicoterapia è sinonimo di debolezza, credo che per loro qualche seduta non sarebbe poi male.

Certo, dovrebbero tutti essere fortunati come me e trovare la psicoterapeuta giusta al primo tentativo. 
La mia psicologa non ha mai influenzato le mie scelte, mi ha sempre ascoltata, mi ha accompagnata, supportata, rassicurata e riportato la stima personale dentro di me.

A distanza di anni posso dire con fierezza di avere fatto passi da gigante, dovete considerare che c'è stato un periodo in cui avevo persino paura di uscire di casa per comprare il pane.

La psicoterapia è crescita personale, è ritornare ad avere fiducia nelle proprie scelte, nel proprio istinto.
E' tempo e denaro investito nella propria persona.
Far finta di nulla e sentirsi dei super eroi quando un problema esiste è sinonimo di stupidità.
Bisogna essere disposti a scavare a fondo, a realizzare ed ammettere di avere fatto dei mega giga errori, e questo spesso costa una fatica enorme, ma solo a quel punto si possono trovare le soluzioni che ti permettono di rialzarti in piedi e potenzialmente di non cascarci più.

Ammettere di aver bisogno di aiuto e passare all'azione è il solo modo per trovare la strada giusta.
Non dimenticate che ognuno di noi ha la sua personale storia, quindi per ciascuno di noi ci sarà bisogno di un tempo diverso per sentirsi meglio, io ci ho messo anni per capire che la separazione era l'unica via d'uscita!
...ma vi prego, il retaggio culturale che ti fa sentire "sbagliato", quello che ti fa provare vergogna agli occhi degli altri, quello no. 
Superiamolo per piacere, ricordate che siamo nel 2018.


Lucia




lunedì 23 luglio 2018

Mini vacanza tra le Dolomiti con le mie bambine

Nell'esatto momento in cui ho scaricato le foto di questi giorni trascorsi tra le Dolomiti con le mie bambine, mi son resa conto di quanto le cose nella mia vita personale si siano radicalmente evolute.
La paura spesso fa brutti scherzi e ti fa immaginare prospettive del tutto insormontabili.
So di avere un carattere che mi permette di buttarmi nel vuoto e solo in un secondo momento pensare a come sopravvivere, ma questa prima estate da separata mi spaventava molto.

Temevo i giorni di nostalgia durante le loro vacanza con il papà, temevo il vuoto tra le 4 mura di casa, il silenzio, il perfetto ordine nelle stanze che solo due bambine di 8 e 5 anni ti fanno scordare.
Temevo di morire di malinconia e poi una volta arrivato il mio momento di vacanza con le bimbe, pensavo di non essere in grado di stabilire un rapporto tra me e loro fuori dal quotidiano.

Avevo una paura fottuta di non farcela.

La nostalgia l'ho sentita, ma durante i loro giorni in Sardegna con il papà, io sono riuscita a circondarmi di impegni di lavoro, aperitivi, uscite in puro stile universitario che mi hanno fatto sinceramente ringiovanire, dentro e fuori.
Ho degli amici fantastici!


La mia mamma è nata a Cortina, quindi sono una di quelle a cui la montagna è andata fuori dagli occhi a 15 anni. Per mooooolto tempo non ne ho voluto sapere e piano piano l'ho dimenticata: ho dimenticato la sensazione di benessere che si respira in alto, tra panorami mozzafiato e boschi profumati.






Complice il caldo asfissiante di luglio e questa situazione familiare nuova, ho deciso all'ultimo di fare
una cosa del tutto inaspettata:
ho trascorso qualche giorno proprio tra le Dolomiti ampezzane con le mie bambine.
Non so perchè solo oggi abbia toccato con mano questa sensazione di orgoglio personale, forse perchè le foto ti rimandano a momenti vissuti e con loro si vivono anche le emozioni, fatto sta che insieme siamo riuscite a trascorrere dei giorni splendidi.






Abbiamo camminato tantissimo, abbiamo circondato i laghi cantando qualsiasi cosa ci venisse in mente, abbiamo pranzato al sacco e giocato con i sassi e piccole zattere costruite con pezzi di legno.
Siamo andate alla ricerca di fiori rari, di scoiattoli, marmotte e orsi bruni.
Ci siamo buttate all'avventura incuranti del mal tempo, abbiamo messo le pedule e i pattini da ghiaccio, abbiamo ripercorso vecchie abitudini che a mia volta vivevo da bambina: il pit stop obbligatorio con giro di perlustrazione nel reparto giochi della cooperativa di Cortina e il piccolo cinema in montagna.





Abbiamo mangiato "montagnino" (cit. Isotta), dormito nel sacco a pelo, visto colori e annusato profumi che pensavo di essermi dimenticata...per poi scoprire che erano ancora tutti dentro di me.
E da oggi anche nella memoria delle mie bambine, tanto da chiedermi di tornare a casa un giorno dopo.




la mia paura di non essere in grado di riuscire a coinvolgerle per 5 giorni filati lontano dai loro luoghi conosciuti, poco a poco è svanita.
la tentazione invece, di spingermi ogni giorno sempre più oltre e di farle partecipare a qualcosa che nemmeno io conoscevo più di tanto ha vinto su tutto.
Siamo andate molto d'accordo, ho gestito piccoli capricci e sedato qualche lite, tutto assolutamente normale, e il nostro mondo normale lo abbiamo portato tra le Dolomiti e ci siamo rese conto che ci sarebbe ancora molto da scoprire!


Ce l'ho fatta, anzi, ce l'abbiamo fatta e sinceramente non vediamo l'ora di tornare a Settembre.
Lucia


I luoghi visitati di queste foto:
Lago Ghedina
Acropark Cortina
Lago di Braies
Fiames

a questo link trovate più info: https://www.dolomiti.it

venerdì 20 luglio 2018

CF Blogger Academy: una giornata di formazione con Casafacile e Scavolini

Qualche settimana fa sono stata in trasferta al quartier generale Mondadori,
più precisamente ho trascorso una giornata intera presso la redazione di Casafacile...che emozione!
non appena si arriva, la struttura architettonica che si vede lascia già senza fiato, come al solito quel genio brasiliano di Oscar Niemeyer ha lasciato il segno!



Insieme a tutta la squadra delle nuove Blogger CF style abbiamo visitato gli uffici,
abbiamo spiato la scrivania del direttore Giusi e di tutti i talentuosi collaboratori; ci hanno spiegato come nasce un servizio, come si sviluppa, come viene impaginato, post prodotto e messo in stampa.



Il vero obiettivo del nostro incontro però è stata una vera giornata di formazione chiamata
CF Blogger Academy.


Barbara ci ha pazientemente coordinato attraverso slide, approfondimenti, prove tecniche a proposito di styling, fotografia, scrittura e soprattutto quel difficile capitolo che riguarda le tecniche SEO, consigli e suggerimenti davvero utili per indicizzare il più possibile un nostro post.

Tutti noi abbiamo partecipato con le orecchie dritte e con la convinzione che non si smette mai di imparare, anzi...la strada è davvero lunga, ma con una squadra che ti supporta costantemente, tutto diventa più facile e divertente!

Alla fine della giornata, per mettere in pratica quello che ci è stato insegnato, ci hanno divisi in gruppi per realizzare una mood board in collaborazione con Scavolini:
io mi sono ritrovata insieme a quelle matte di Petit Pois Rose, Piccole Cose Imperfette, Cucinama e Alice Home Shabby.

Il destino ha portato tra le mani del nostro gruppo la cucina Favilla di Scavolini:
tra tutte quelle proposte, resta una delle mie preferite!


Si tratta di un insieme di elementi tradizionali e moderni, urban, ma al tempo stesso caratterizzata da tocchi shabby che l'azienda italiana Scavolini ha saputo unire con molta naturalezza.
Questa cucina raffinata ed essenziale l'abbiamo immaginata in una sharing house,
dove proprio questa stanza diventa la più desiderata in cui convivere ma anche da condividere con chi si ama, e perché no soprattutto sui social...
insomma, abbiamo immaginato una cucina a tutti gli effetti instagrammabile,
quindi ricca di dettagli di stile e tendenza!

Questo è il risultato del nostro lavoro, cosa ne pensate?


E' stato davvero divertente mescolare le nostre idee,
le nostre capacità, e immaginarci a lavorare proprio dentro a questo spazio.
Come sempre devo ringraziare Casafacile per questa opportunità,
spero ce ne siano ancora tantissime!

Lucia

lunedì 25 giugno 2018

....un algoritmo può cambiare punto di vista?

Torno alla mia finestra sul mondo perché è da tanto, davvero tanto tempo che non scrivo.
Negli ultimi giorni ho riflettuto parecchio su quello che sta succedendo in generale nel mondo dei social, mi sono anche confrontata con diverse amiche che di questo argomento ne sanno parecchio, un pò per passione e un pò per lavoro.


Social pod, bot, follower acquistati, numeri sfalsati...
sembra che solo attraverso queste scorciatoie il proprio lavoro venga riconosciuto.
Ma sarà vero?!?
In un certo senso sì.

Se a filtrare l'impegno ci si mette di mezzo un algoritmo è chiaro che a vincere su tutto siano solo i numeri.
Questi numeri diventano un valore importante per le aziende, anzi, un valore fondamentale.
Non c'è onestà che regga, non c'è meritocrazia.


Tutti questi trucchetti citati sopra non solo stanno facendo danni a chi invece usa vero sudore nella propria gallery,
queste scorciatoie non solo deviano il vero obiettivo delle aziende interessate alla vendita del prodotto (secondo me molti brand ancora non se ne sono resi conto),
personalmente l'aspetto che mi fa più paura è il lento avvicinarsi alla perdita di interesse nell'usare un social che a me invece, piaceva da morire.

Oggi Instagram lo amo un pò meno, lo ammetto,
perché ogni volta che preparo un post, lavoro sulle foto, sui contenuti, ci metto passione e cuore, alla fine mi rendo conto che poco prima di "andare in onda"
mi chiedo sempre se riesco a sfruttare tutto il potenziale che creo,
o se banali truffe da pochi euro rendono il mio lavoro inutile.


Io sono disposta a ricevere porte in faccia,
a sentirmi dire no, a non essere considerata, a sbagliare,
o anche semplicemente a non piacere,
però dovete spiegarmi dove sbaglio, perché e come potrei migliorarmi.

E' come se ogni giorno decidessi di combattere contro ai mulini a vento. 
I numeri che salgono, scendono, i profili che continuo a bloccare e gli inviti a fare parte di social pod che continuo a rifiutare...tutto questo grande casino non mi da risposte di cui ho bisogno.
Mi confondono e basta.
E tutta questa confusione porta a frustrazione e alla voglia di farne a meno.


Poi però sapete a cosa penso?
Che è troppo facile farmi fuori per un pò di frustrazione.
Quindi reagisco e continuo a fare quello che ormai faccio da anni:
posto con il cuore.


Seguo il mio istinto,
accetto e rifiuto piccole collaborazioni perché le scelgo con cura,
certamente valuto i miei interessi,
ma il mio mondo e i miei piaceri devono parlare di me.
Ho uno stile tutto mio, ho una testa e sono capace di provare dei sentimenti:
queste tre cose mi fanno andare dritta-dritta per la mia strada.
A volte faccio errori, altre faccio bingo,
ma se mi faccio guidare dalla passione e dall'onestà insita nel mio DNA,
anche i furbetti di ig e le aziende interessate solo ai numeri forse un giorno capiranno 
che di gente brava (moooolto più brava di me) esiste davvero.


Vi invito a leggere QUESTO POST che mi ha divertito parecchio,
ha fatto il giro del mondo in poche ore perché ha creato un bel pò di scalpore...
Anche da questa lettura si capisce che una vera soluzione al problema non esiste ancora:
forse un giorno arriverà un altro social più figo e onesto di ig,
e verremo tutti traghettati in un nuovo mondo...
ma siamo proprio sicuri che l'onestà delle persone si guarisca eliminando un algoritmo?


Mentre aspetto le vostre risposte e leggo le vostre riflessioni a cielo aperto,
continuo a fare quello che ho sempre fatto:
provo ogni giorno a metterci un pizzico di magia!

Lucia

giovedì 11 gennaio 2018

Welcome Back My WEAVING Shop!

E' andata così.

Mi sono lasciata prendere dagli eventi personali e familiari e ho perso pezzi per strada.
Poi un giorno, come per magia è arrivata lei, Lara.

Con timore di essere invadente ha risposto ad una foto sul mio profilo Instagram e mi ha fatto una bella tirata di orecchie.
"Cosa aspetti?!?
Fai venire voglia di comprare i tuoi prodotti, ma se non li metti in vendita continui a perdere vendite.
Dove diavolo sei finita, devi lavorare per te."

Banale direte voi. Elementare, chiaro, limpido e Recoaro.
Ma quando hai la testa altrove è facile che la vista si offuschi e rischiare di perdere gli obiettivi professionali e personali è questione di un secondo.

Per fortuna ho ricevuto uno schiaffone e questo mi ha permesso di fermarmi e realizzare che forse avrei dovuto riprendere in mano quelle to do list che avevo compilato con tanto amore e perizia qualche mese fa, e poi miseramente accantonate.

Pensate che strano,
su una di queste liste c'era scritto:

Oggi finalmente è tutto online e per festeggiare questo traguardo utilizzando il codice WELCOMEBACK potrete usufruire fino al 14/01/2018 alle ore 00.00 di uno sconto del 15% su tutto il negozio.




Con questo ritorno ho deciso di cambiare rotta e di proporvi i miei lavori artigianali fatti con il telaio.
Potete trovare arazzi di diverse dimensioni, colori, texture; ci sono anche le dispense per cui ho tanto lavorato e che vi permettono di imparare le tecniche base della tessitura, non solo, per chi lo desidera è disponibile il kit per principianti, per questo è sufficiente mandarmi una mail in privato e io risponderò a tutte le vostre domande.




Comincio a sentirmi un pò più leggera,
adesso...avanti tutta!

Lucia

lunedì 27 novembre 2017

Weaving Workshop - Hygge Market Festival

L'arte della tessitura risale fin dai tempi più antichi,
oggi torna in auge per realizzare arazzi di diverse dimensioni da appendere in un angolo della casa, per puro spirito decorativo.

Non nascondo che Pinterest ha aiutato molto il ritorno di questo trend,
e infatti in moltissime vi state affacciando con molta curiosità alle mie creature, e non solo, in moltissimissime mi chiedete come poter partecipare ad uno dei miei WEAVING WORKSHOP di tecnica base.

Sabato 2 e Domenica 3 Dicembre sarò presente a Bassano del Grappa (VI) presso
l' Hygge Market Festival, in villa Angaran San Giuseppe.


Ci sarò non solo con il mio banchetto, ma anche e soprattutto per darvi la possibilità di partecipare a questo corso circondati da un'atmosfera davvero molto Hygge, in compagnia di bravissimi creativi:
Silvia Roman e molti altri!



Nelle 4 ore di workshop in cui ci terremo compagnia più da vicino, vi insegnerò come imbastire il telaio, come tessere, come intrecciare i filati, qualche trucchetto di sopravvivenza e come chiudere l'arazzo per poterlo appendere.



I miei corsi sono sponsorizzati dai filati pregiati di Betta Knit, la loro morbidezza e le loro sfumature di colore sono caratteristiche perfette per dare spazio libero alla fantasia e lasciare che le mani si muovano dando vita a delle meraviglie che probabilmente lasceranno a bocca aperta perfino voi stesse.
Nel prezzo è previsto anche l'acquisto del telaio con tutti gli attrezzi necessari per essere in grado, una volta tornate a casa, di tessere in autonomia.
Per l'iscrizione è necessario mandarmi una mail,
affrettatevi, i posti a disposizione per ogni Weaving Workshop sono solamente 4, e questo perché voglio seguirvi proprio bene, bene, bene...


Al di là del telaio, questo mercatino prevede dei workshop davvero interessanti:
creazioni di ghirlande natalizie, corsi di calligrafia, composizioni di kokedama...tutti workshop a cui spero di poter trovare il tempo per parteciparvi!
Sono previsti anche dei laboratori per bambini, djset e ristoro.
Il Natale si avvicina, manca meno di un mese, e proprio qui potreste trovare il regalino perfetto, che non dimentichiamolo,  avrebbe pure la caratteristica di essere 100% Handmade!


Vi aspetto,
non vedo l'ora di di abbracciarvi di persona!

Lucia