martedì 13 gennaio 2015

Un giorno surreale trascorso a Venezia.

Non lo faccio spesso, e credetemi, quando lo faccio non mi sento in colpa, anzi...mi rigenero e ne vorrei di più.
Ho trascorso una domenica in una delle città più belle del mondo, a braccetto con mio marito, e senza bambine.

Nessun orario da rispettare, nessun pannolino dentro allo zaino, nessuna bambina in spalla e nessun naso da soffiare ogni 60/65 secondi.
Non so quanti di voi riescano a capirmi, e sono sicura che nemmeno mio marito mi può capire al 100% in questa mia necessità, ma io ogni tanto ho proprio bisogno di dimenticarmi di essere mamma e di godermi il mio tempo.

#ziasantasubito ce le ha tenute dal sabato sera, e così ci siamo sparati un bel cinema come una coppia di morosetti ventenni, e non contenti, il giorno dopo abbiamo preso un treno che in un'ora ci ha portati in una Venezia surreale.


Pochissimi turisti e una leggera foschia. 
Atmosfera top.







Il ghetto ebraico è uno dei quartieri che più preferisco, un quartiere d'altri tempi, dove il silenzio entra pacificamente nelle orecchie e la vista si riempie di una Venezia ordinata, pulita, quasi estranea ai miei ricordi.






Abbiamo camminato, camminato, camminato... ci siamo volontariamente persi nelle calli, lontano il più possibile dai luoghi turistici.
E lo abbiamo fatto con una macchina fotografica al collo.






Ogni mamma dovrebbe avere diritto ad un momento puramente egoistico,
e non esagero se dico con cadenza mensile.








E se non avete un marito che vi accompagna il vostro momento pretendetelo ugualmente,
l'anima si rigenera,
si torna a casa con una voglia pazzesca di abbracciare i propri bambini!

Lucia





18 commenti:

  1. Parole sante!!!!! Condivido al 100% e sono innamorata ormai da anno di quella Venezia meno turistica che hai dipinto nelle tue bellissime foto.
    Anche per me sabato scorso è stata "serata libera" ed è stato come sempre rigenerante. Ci vuole proprio! Evviva le mamme che si ritagliano un po' di tempo per sè senza sensi di colpa e le zie/nonni/mariti santi subito che glielo consentono!!!

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    1. esatto...averne di zii, nonni, mariti così!

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  2. Ti stra-quoto. Ogni singolo pensiero. I figli, i nonni e gli zii guai a chi li tocca, Venezia, il ghetto, il silenzio, una borsa leggera e foto.

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  3. noi forseforseforse (sto incrociando l'impossibile!) entro fine febbraio dovremmo riuscire a partire per una tre giorni da soli, meta da stabilire (o londra o budapest)...per la prima volta dopo quasi cinque anni. e non sto nella pelle. durante queste feste invece mi sono presa una domenica e l'ho passata con un'amica a spasso per Verona..son tornata che ero nuova!
    e, perfinire, ghetto tutta la vita: abito vicino a venezia e la mia comare abita proprio lì, al ghetto. quando vado a trovarla amo farmi accompagnare da lei negli angoli di venezia vissuti e abitati, e non attraversati da orde di turisti.
    bellissime foto! e sante parole!

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    1. ...mamma mia incrocio le dita per te!!!!dicono che Budapest sia meravigliosa, ma mi hai fatto venire una voglia di Londra che non ti dico!
      il ghetto resta un quartiere meraviglioso!

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  4. Foto stupende! Ciao Lucia :) Nina

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  5. D'accordo con te al 100%!! Inizialmente mi sentivo in colpa a lasciare Giulia anche solo per una cena io&lui da soli....poi è arrivato il momento in cui ho preso coscienza che non ero per niente una brutta persona se ogni tanto mi prendevo del tempo per me!
    Bellissime le foto, bellissima Venezia.
    Un abbraccio,
    Daniela

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    1. Esatto Daniela,
      all'inizio la sensazione può sembrare strana, ma poi i benefici sono decisamente di più del senso di colpa!
      su questo devo lavorarci un po' di più con mio marito, tenderebbe sempre a volerle con sé...e poi anche i bimbi stanno bene con le altre persone di cui ci fidiamo!
      Venezia è sempre uno splendore!

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  6. Oh come ti capisco!! Ci vuole proprio ogni tanto!
    Ciao Lucia!
    Arianna

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    1. Ah bhè se non mi capisci tu non mi può capire nessuno...
      hai tutta la mia stima, lo sai!

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  7. Concordo assolutamente, niente sensi di colpa e si ricaricano le batterie!!E anzi, bisognerebbe condividere di più tra mamme queste sensazioni, perchè spesso si ha paura di essere "le sole" e per questo inadeguate. E poi non ci dobbiamo mai dimenticare che siamo anche una coppia, oltre che una famiglia ;-)
    Lunga vita a chi ci capisce e ci aiuta!!
    Concordo anche su Venezia: perdersi tra le calli più sperdute è l'unico modo per godersela davvero ;-)
    Linda

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    1. esatto, siamo anche mogli, amiche, e chi più ne ha più ne metta.
      i figli sono Taaaaaanto, ma non possono essere tutto.
      W Venezia!

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  8. Altro che sensi di colpa, a me è successo che mi sono totalmente dimenticata di loro una domenica che siamo partiti, non per un viaggio che sarebbe il top, ma destinazione ikea (madre snaturata e venale!) ebbene ho pensato ai miei figli quando ci siamo fermati per il pranzo! E la cosa sorprendente è stata che loro hanno mangiato e dormito senza far capricci e soprattutto senza chiedere di mamma e papà! Nonni e zio li hanno anche portati ai giardinetti, più felici di così! Ho fatto il ritorno verso casa (dalla mia città l'ikea dista più di 100 km) con un solo pensiero in testa, le cosette carine che avevo comprato già dimenticate, quello di stringerli forte a me e sentire il loro odore e calore! (fatto quello ho passato il lunedì a sistemare i miei preziosi acquisti con una gioia infinita!) maria

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